“Shutdown”: cos’è e cosa rischiano gli Usa se non passa la “manovra” finanziaria

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Letteralmente, shutdown, significa: blocco, chiusura. Di un certo numero di attività amministrative del governo. A causa della mancata approvazione della legge annuale di rifinanziamento da parte del Congresso, una sorta di equivalente della nostra manovra finanziaria, il cui congelamento in caso di accordo è esplicitamente previsto dalla Costituzione americana.

Il voto positivo della Camera è arrivato, mentre il Senato voterà domani a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare la chiusura dell’amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno.

La politica, alla base

Un dato importante da sottolineare è che, aldilà della finalità “tecnica” della legge da approvare, a dominare la vicenda c’è un insieme di fattori prettamente politici, che convergono non solo nella divisione tra democratici e repubblicani, ma anche in una frattura che si sta progressivamente aprendo all’interno del Gop.

Tutto ciò, poi, va a estendersi ben oltre i confini della legge di rifinanziamento.Nella partita tra i due schieramenti “e mezzo” ci sono principalmente due temi che non vanno direttamente ricondotti alle questioni amministrative bensì alla politica della Casa Bianca più in generale.

Scontri dappertutto

Tra questi, in primo piano, c’è lo scontro Dem-Gop sull’immigrazione, e in particolare sul Daca, il programma del Department of Homeland Security per i Dreamers, i sognatori di Obama. “La legge di finanziamento del governo è passata la notte scorsa alla Camera. Ora sono necessari i democratici per approvarla al Senato ma loro vogliono l’immigrazione illegale e confini deboli. Sta arrivando lo shutdown? Abbiamo bisogno di più vittorie repubblicane nel 2018!”, ha twittato Trump poco dopo l’intesa raggiunta nel ramo basso del Congresso.

L’oggetto alla base della spaccatura in corso all’interno della coalizione repubblicana è invece la difesa, con l’ala dei “falchi” che sostiene il Pentagono e spinge quindi per dirottare nella sua direzione finanziamenti da sotttrarre ad alti comparti di interesse per il partito.

Aumento delle spese militari e contenimento dell’immigrazione, quindi, cioè due delle principali promesse con il quale Trump ha condotto la campagna elettorale e ha basato il successo alle urne che lo ha portato al potere.

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