Effetto #MeToo: ecco le donne che sfidano Trump alla Casa Bianca

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Laddove Hillary Clinton ha fallito, potrebbero riuscire altre donne, alcune delle quali nate (politicamente) dal movimento anti-molestie scatenato dallo scandalo Weinstein.

Capofila delle potenziali candidate è Kirsten Gillibrand, 52enne senatrice di origini polacche dello Stato di New York che, per un gioco del destino, è arrivata al Parlamento per riempire il seggio proprio di colei che punta a imitare (con esiti differenti, spera), la signora Clinton.

La sua campagna elettorale è cominciata virtualmente nei giorni scorsi, quando ha chiesto prima le dimissioni del suo collega di partito, Al Franken, e poi quelle del Presidente che, in tutta risposta, le ha dedicato un tweet al vetriolo, nel quale la accusava di avergli “elemosinato” donazioni per la sua campagna elettorale, aggiungendo che avrebbe fatto “qualsiasi cosa” per ottenerle. Apriti cielo

La sinistrorsa e la repubblicana

In breve tempo arriva anche la solidarietà di altre donne, tra cui quella di Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, che Trump ha soprannominato Pocahontas accusandola di aver sfruttato indebitamente le sue origini pellerossa per avere un accesso privilegiato ad Harvard.

Tra poco più di due anni potrebbe diventare una delle sfidanti della Gillibrand alla Casa Bianca. Anche se, ha un paio di “zavorre” che rischiano di abbassare le sue quotazioni: l’età – nel 2020 avrà 71 anni – e il fatto di essere considerata l’erede naturale di Bernie Sanders, quindi unn po’ troppo a sinistra per l’elettore americano medio.

Sul fronte opposto, l’ambasciatrice all’Onu Nikki Haley che, da pupilla che è stata si è trasformata in una spina nel fianco del Presidente, dichiarando che le donne che lo accusano di molestie dovrebbero essere ascoltate.

Le “due Obama”

La prima, Michelle, di nome, l’altra – Kamala Harris, per analogia con le origini multietniche dell’ex Comandante in Capo.

Metà indiana e metà giamaicana, la 54enne Harris è senatrice democratica della California e deve la sua popolarità alla storica manifestazione delle donne anti-Trump a Washington il giorno seguente all’Inauguration Day dello scorso gennaio

Questo articolo è stato pubblicato il 19/12/2017

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