Corea del Sud: che cos’è la Sunshine Policy di Moon Jae-in

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Aldilà di tutte le considerazioni di politica interna, la vittoria di Moon Jae-in ha suscitato soprattutto una domanda: “Sarà un presidente gradito alla Corea del Nord”. Chi vivrà vedrà, ma intanto c’è che il regime di Kim Jong-un, pur non pronunciandosi mai in maniera esplicita sul neoeletto, aveva implicitamente manifestato il suo giudizio positivo esprimendo un netto dissenso nei confronti del suo schieramento avversario, i “burattini” conservatori.

Chi è Moon Jae-In, il nuovo presidente della Corea del Sud

Quello che sappiamo sulle presidenziali della Corea del SudCorea del Sud, le cose da sapere sull’impeachment alla Presidente All’indomani della vittoria, poi, la Corea del Nord ha chiesto al nuovo governo di Seul di porre fine alle “politiche aggressive” che includono anche le esercitazioni militari congiunte con gli Usa.

“Le due Coree dovrebbero rispettarsi reciprocamente e aprire un nuovo capitolo muovendo verso un miglioramento dei loro rapporti della unificazione coreana”, scrive il Rodong Sinmun.

“Seul dovrebbe evitare sia le manovre annuali militari congiunte con gli Stati Uniti sia impedire agli attivisti di inviare dal confine nel territorio del Nord materiale di “contropropaganda”.

Da par suo, parlando nella cerimonia di giuramento e insediamento all’Assemblea nazionale, Moon si è detto possibilista nel far visita al Nord, confermando così un approccio più morbido nelle relazioni. Ma non solo: ha immediatamente nominato a capo della sua intelligence Suh Hoon, un veterano dei servizi segreti con una forte e consolidata esperienza nelle relazioni con la Corea del del Nord.

L’esempio della Germania

Ma, soprattutto, su questa buona base di partenza, va poi a innestarsi la cosiddetta sunshine policy, ovvero un cappello di precetti politici introdotti dal quindicesimo presidente sudcoreano Kim Dae-jung nel 1998 (premio Nobel per la Pace nel 2000) tesi a normalizzare i rapporti con i cugini nordcoreani.

Ma in che cosa consiste esattamente questo nuovo modo di intendere le relazioni dal nome evocativo ispirato a una favola di Esopo e già visto in passato nella Ostpolitik della Germania occidentale verso quella dell’Est?

La “politica del sole” dell’ex presidente si basa su tre principi: la Corea del Sud si impegna a cercare attivamente la cooperazione con la Corea del Nord; non cercherà – in alcun modo – di assorbirla; non sarà disposta a tollerare alcuna provocazione armata della Corea del Nord.

Il più attuale è ovviamente quest’ultimo, legandosi con i programmi nucleari voluti da Kim Jong-un e alle pressioni degli Stati Uniti sulla Cina per trattare con Pongyang che, di fatto, mettono la Corea del Nord in secondo piano, quando invece dovrebbe essere lei a “condurre il flusso degli eventi”, come ha dichiarato il presidente eletto in diretta su YouTube.

Questo articolo è stato pubblicato su panorama.it l’11/5/2017

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