#BoycottNRA. E ora anche le aziende si allontanano dalla lobby delle armi

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Se sui social si sta propagando #BoycottNRA, il nuovo hashtag che non ha bisogno di molte spiegazioni e che va ad affiancarsi a #neveragain, nel mondo reale sta accadendo qualcosa di altrettanto rilevante. Se non addirittura di più.

Accade infatti che un certo numero di grandi società Usa che finora avevano in essere una qualche partnership commerciale con l’Nra, la potente lobby delle armi, sta facendo dietro-front prendendone le distanze.

Compagnie aeree, società di noleggio auto, banche, assicurazioni, società hi-tech allungano, di giorno in giorno, l’elenco delle realtà che hanno già dichiarato che aboliranno ogni politica di sconti e promozioni praticata finora a favore degli associati all’organizzazione.

Gli effetti di questa tanto inedita quanto clamorosa presa di posizione e di tutto il dibattito scatenato dalla tragedia di Parkland sta producendo effetti anche su Wall Street, dove le grandi aziende produttrici di armi registrano cali pesanti.Una replica fuori dal tempoImmediata e dura la risposta dell’Nra che, per bocca del suo amministratore delegato e vice president esecutivo, ha rilasciato una dichiarazione-choc, che sembra provenire direttamente da un’altra epoca: “Gli opportunisti non hanno aspettato un secondo per sfruttare la tragedia per ottenere un guadagno politico. Odiano l’Nra, odiano il secondo emendamento (che assicura il diritto di detenere armi, ndr), odiano la libertà individuale”.

Il presidente Trump, che ha rivelato di aver incontrato i vertici della lobby durante il weekend, incontrando alla Casa Bianca una quarantina di governatori, ha dichiarato: “Non c’è maggior sostenitore di me del secondo emendamento ma è necessario rafforzare i controlli sui precedenti e fare in modo che un ‘malato mentale’ non possa ottenere un’arma”.

Questo articolo è stato pubblicato su panorama.it il 27/2/2018

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